mercoledì 21 novembre 2007

Istituto Verga Comunica


Oggetto: Incontro su “Scuola, famiglia e territorio. Insieme per il successo scolastico” con il prof. Giuseppe Barone, dell’Università degli Studi di Catania.

“Motivare i ragazzi allo studio”. È l’obiettivo emerso dall’incontro su “Scuola, famiglia e territorio. Insieme per il successo scolastico”, con il prof. Giuseppe Barone, dell’Università degli Studi di Catania, che si è svolto ieri, alle 16.00, nei locali dell’Istituto di Istruzione Superiore ‘Verga’, a chiusura del “progetto genitori” che fa parte del progetto Por ‘Insieme’, ideato e curato dalla prof.ssa Claudia Terranova, e caratterizzato da quattro laboratori, due per i giovani: liuteria per principianti ed espressione corporea, e due per adulti (docenti e genitori), finalizzati a favorire e valorizzare l’integrazione scolastica degli alunni disabili, coinvolgendoli, insieme ai compagni ‘normodotati’, in attività di laboratorio, non tralasciando l’obiettivo di migliorare le interazioni tra genitori ed insegnanti per affrontare con maggiore efficacia e coordinamento i problemi degli alunni. Il prof. Barone ha stilato un quadro generale dell’Italia scolarizzata, riportando i dati Istat che non lasciano dubbi sul fatto che nel nostro Paese, rispetto a nazioni come la Germania, l’Inghilterra, la Francia, ecc., il grado di scolarizzazione sia alquanto basso. Su 45 milioni di abitanti, infatti, le persone che hanno conseguito la laurea sono solo 2 milioni e mezzo, i laureati e diplomati sono 15 milioni ed altrettanti coloro che hanno conseguito la licenza media, 10 milioni hanno solo il titolo di licenza elementare e 3 milioni sono gli analfabeti, per un indice di scolarità di 7 anni, a fronte di 10-11 anni per Paesi come Inghilterra, Germania, ecc. che poi sono anche e non a caso le Nazioni economicamente più forti. Distinzione di grado di scolarizzazione anche tra Nord e Sud dell’Italia, con al Meridione percentuali molto più alte di abbandono scolastico. Il prof. Barone ha quindi accentrato il discorso sull’importanza dell’incentivazione dei giovani allo studio, tralasciando l’errata convinzione che lo studio non serva perché per trovare impiego ci si debba rivolgere al politico di turno. “Bisogna ancora - ha detto il docente universitario ai genitori presenti - permettere ai figli di uscire dal guscio protettivo della famiglia, effettuando delle scelte di vita, che potranno o meno essere quelle giuste, ma che, una volta prese, serviranno comunque a fare crescere e responsabilizzare i ragazzi, i quali devono preventivamente essere coscienti dei sacrifici che si incorrono operando scelte come quella, ad esempio, di andare al Nord, che verrà ricompensata un giorno dalla soddisfazione di avere trovato il lavoro della propria vita, pur se tra mille difficoltà e dopo anni di disagi. Bisogna, insomma, spronare la mobilità e fare comprendere che studiare è basilare per l’affermazione personale e professionale”. Si è parlato anche del metodo di studio da suggerire ai ragazzi. Per il prof. Barone una prima lettura silenziosa, una seconda a voce alta sottolineando le parti più importanti e riportando a margine le parole chiave, ed infine una esposizione partecipata ed emotiva, sono ciò che serve all’alunno per meglio assimilare la lezione facendola sua. “Sarebbe opportuno anche - ha concluso il prof. Barone - che si avviassero delle forme di tutoring tra compagni di classe, guidate e suggerite dagli insegnanti, in modo da accostare nello studio due alunni che possono aiutarsi vicendevolmente in materie diverse. Questa forma di studio potrebbe portare anche a sviluppare amicizie diverse da quelle esterne alla scuola, spesso non raccomandate dai genitori, impiegando i giovani in attività sane e costruttive”. “Attraverso questo progetto - ha detto la prof.ssa Terranova - l’istituto Verga è riuscito nel suo obiettivo di offrire una serie di riflessioni sul ruolo cruciale delle interazioni collaborative nella scuola, a potenziare le competenze di socializzazione tra i partecipanti e a sviluppare le competenze relazionali e comunicative al fine di favorire un clima positivo di accoglienza tra istituzioni scolastiche e genitori”. “Sensibilizzare gli adulti nel loro rapporto con i giovani, magari rimettendosi in discussione per aprirsi a nuove modalità di approccio ad essi – ha detto il Dirigente Scolastico Giorgio Stracquadanio-, è un obiettivo fondamentale perseguito da questa scuola. Così facendo e raffrontando i diversi stili educativi di genitori e docenti, dai quali evincere le forme di comunicazione efficaci rispetto a quelle non percepite dai ragazzi, si offre la capacità di affrontare e risolvere i conflitti in un clima di profondo rispetto, col risultato finale dell’acquisizione da parte di giovani ed adulti di maggiore empatia, stima di sé e degli altri e fiducia reciproca”.

LA RESPONSABILE DEL PROGETTO
F.to Prof.ssa Claudia Terranova

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